Fertilizzanti e mangimi, un traffico da circa 200 mila tonnellate l’anno
Quanto e verso dove esporta l’Italia
Che cosa c’è davvero dentro i container che ogni giorno attraversano i porti italiani?
Non solo beni di largo consumo, ma anche merci meno visibili, fondamentali per intere filiere produttive. Tra queste rientrano i fertilizzanti e i mangimi, una commodity che muove volumi importanti e che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel commercio internazionale.
Che cosa si intende per fertilizzanti di origine animale
Con il termine fertilizzanti si identificano prodotti ottenuti dal recupero degli scarti delle lavorazioni della carne, in particolare ossa e sangue, trattati nel pieno rispetto delle normative sanitarie vigenti. Si tratta di un esempio concreto di economia circolare, in linea con i principi della sostenibilità e del riutilizzo delle risorse.
I due prodotti principali che viaggiano nei container sono:
- bone meal, derivato dalla lavorazione delle ossa;
- blood meal, ottenuto dall essiccazione del sangue.
Entrambi si presentano sotto forma di farine di colore marroncino e possono essere destinati, a seconda delle caratteristiche chimiche e delle esigenze del mercato, sia all’uso come fertilizzanti sia come componenti per mangimi o pet food.
Produzione e volumi di traffico
Il prodotto viene raccolto presso i siti industriali di lavorazione delle carni distribuiti su tutto il territorio nazionale. I flussi principali hanno origine in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, regioni che concentrano una parte significativa della produzione.
In termini di volumi, si parla di circa mille container al mese, per un totale che supera i 20 milioni di chilogrammi movimentati. Numeri che rendono questa commodity una presenza costante nelle esportazioni italiane.
I mercati di destinazione
Il prodotto italiano, così come quello proveniente dal Nord Europa – in particolare Irlanda e Polonia – è considerato di qualità elevata, grazie al regime alimentare del bestiame e ai rigorosi controlli sanitari applicati lungo tutta la filiera.
I principali Paesi di destinazione si trovano nel Sud-Est asiatico, con Vietnam e Thailandia ai primi posti, mercati in cui la domanda di fertilizzanti e mangimi di origine animale continua a crescere.
Procedure di imbarco e controlli sanitari
La merce viene caricata nei container in sacchi e, prima della partenza, l’esportatore ha l’obbligo di inserire tutti i dati relativi alla spedizione nel sistema TRACES, la piattaforma europea gestita dal sistema veterinario dell’Unione Europea.
Il container viene quindi sigillato e trasportato in porto con un anticipo minimo di 24 ore sull’imbarco. Questo margine temporale consente di effettuare eventuali controlli da parte dei PIF sanitari, evitando il rischio di blocchi o mancati imbarchi.
Secondo gli operatori del settore, l’introduzione di soluzioni come il sigillo elettronico con barcode potrebbe in futuro ridurre ulteriormente il rischio di errori operativi e velocizzare le procedure di verifica.
Una filiera discreta ma strategica
Pur rimanendo lontani dai riflettori, i fertilizzanti e i mangimi rappresentano una parte essenziale dei traffici internazionali italiani. Una filiera complessa, regolamentata e altamente specializzata, che contribuisce in modo concreto all’equilibrio dei mercati agricoli e zootecnici globali.
