LEGNAMI: LA GEOGRAFIA DEL MERCATO IN TRENT’ANNI DI EVOLUZIONE
Trent’anni di evoluzione tra produzione, rotte e sostenibilità
Negli anni Ottanta e Novanta il traffico dei legnami rappresentava un settore capace di movimentare migliaia di container all’anno. Oggi continua a essere presente nel panorama logistico internazionale, ma con volumi, rotte e protagonisti profondamente diversi rispetto al passato.
La chiusura di molte aziende italiane e la progressiva riorganizzazione delle filiere produttive hanno ridisegnato la geografia di questo mercato, trasformandolo in un comparto più selettivo e specializzato.
Dalle grandi importazioni alla trasformazione locale
Per molti anni l’Italia ha importato tronchi di legno provenienti da aree come Birmania, Brasile, Africa e America. Le aziende nazionali si occupavano della lavorazione completa del materiale: dalla scortecciatura alla sezionatura, dalla bollitura fino alla tranciatura.
Con il termine tranciatura si indica un particolare tipo di taglio del tronco, dal quale si ottengono fogli sottilissimi di legno, generalmente dello spessore di mezzo millimetro. Questi fogli vengono poi utilizzati per la realizzazione di mobili e pannelli, offrendo l’estetica del legno massello senza ereditare le criticità legate alle variazioni climatiche e stagionali.
Il declino produttivo e il cambio di rotta
Oggi le aziende italiane specializzate nella tranciatura si contano sulle dita di una mano. Gran parte delle lavorazioni è stata trasferita in Paesi limitrofi, come la Slovenia, dove i fogli di tranciato vengono prodotti e successivamente destinati ai mercati finali.
Questo spostamento ha avuto un impatto diretto sulle rotte logistiche: i traffici si sono concentrati maggiormente sui porti dell’Alto Adriatico, più vicini ai centri di trasformazione, con l’impiego prevalente di container high cube.
Nuovi Paesi di origine
Non solo le destinazioni, ma anche i Paesi di origine dei legnami sono cambiati nel tempo. Birmania e Brasile, un tempo fornitori principali, hanno introdotto politiche di tutela delle risorse forestali che incentivano la lavorazione interna del legno.
Oggi i legni tropicali provengono in larga parte dall’Africa, con Costa d’Avorio e Camerun tra i principali esportatori. Dalla Russia e dal Canada arrivano invece tronchi di abete e pino, mentre dall’Europa orientale provengono faggio e rovere.
Mercati di destinazione e dinamiche commerciali
I produttori italiani di tranciato si contendono una quota ridotta ma qualificata di mercato. I carichi sono destinati principalmente agli Stati Uniti, al Far East e ai Paesi dell’Unione Europea, con Francia, Germania, Regno Unito e Spagna tra i principali destinatari.
Una parte significativa dei tronchi africani viene invece gestita direttamente da operatori cinesi, che alimentano un mercato interno caratterizzato da lavorazioni molto sottili e costi estremamente contenuti. A fronte di prezzi elevati del tranciato destinato all’industria italiana dell’arredamento, il valore del prodotto può variare sensibilmente in base a fattori come l’essenza, la venatura e le dimensioni del tronco.
Sostenibilità e regolamentazione
Dal punto di vista ambientale, la tecnica del tranciato risulta più efficiente quando si utilizza legno proveniente da coltivazioni controllate e certificate, basate su sistemi di riforestazione continua.
In Italia l’importazione di determinate essenze è soggetta al rilascio del certificato CITES, previsto dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. Un sistema di controllo che contribuisce a tutelare le risorse forestali e a garantire la tracciabilità del materiale lungo tutta la filiera.
Un mercato più piccolo, ma più consapevole
Il traffico dei legnami non ha più i volumi di un tempo, ma si è trasformato in un settore più attento alla qualità, alla sostenibilità e alla specializzazione. Un mercato che continua a esistere, adattandosi alle nuove esigenze ambientali e industriali, e che rappresenta ancora oggi una parte importante delle dinamiche del commercio internazionale.
